Confucio e John Dewey

 

I presupposti della confusione tra autorevolezza e autoritarismo.
Due saggi di Youzhong Sun e di Sor-Hoon Tan indagano le convergenze tra le idee politiche di Confucio e quelle di Dewey

in ”IL MANIFESTO  16 Aprile 2008

    Sembra, a prima vista, abbastanza strano che l`interpretazione dei testi di Confucio e del pensiero del filosofo americano John Dewey possano oggi costituire argomento di una discussione politica intorno all`idea di democrazia. Tuttavia è proprio questo rapporto che costituisce oggetto di studio da parte di alcuni eminenti studiosi orientali, come Youzhong Sun, capo della Scuola d`Inglese e di Studi Internazionali dell`Università di Studi Stranieri di Pechino, e  Sor-Hoon Tan, direttrice del dipartimento  di Filosofia dell`Università Nazionale di Singapore.
    Il primo in un saggio comparso sull`ultimo numero della rivista The Japanese Journal of American Studies (2007, n.18) ricostruisce non solo il  lungo soggiorno compiuto da Dewey in Giappone e in Cina tra il febbraio 1919 e il settembre 1921, ma anche la  ricezione del suo pensiero in Cina  dall`Ottocento fino ad oggi. La seconda nel volume Confucian Democracy. A Deweyan Recontruction, recentemente pubblicato dalla State University of New York Press, sostiene con estrema finezza argomentativa e competenza linguistica, la tesi di una sostanziale convergenza tra le idee politiche di Confucio e quelle di Dewey.
    Dietro le raffinatissime ricerche di questi due studiosi si cela una questione di primaria rilevanza storica e politica non solo per l`Oriente, ma anche e soprattutto per l`Occidente: la distinzione tra autoritarismo e autorevolezza. Il soggiorno di Dewey in Giappone durò solo tre mesi; la sua permanenza in Cina invece si protrasse per più di due anni, e avvenne in un momento di estrema tensione politica, causata dagli incidenti del 4 maggio 1919, considerati il primo movimento di massa a carattere ideologico della storia della Cina. Le  dimostrazioni e gli scioperi, che sconvolsero Pechino e Shanghai, diretti contro l`arrendevolezza del governo cinese nei confronti dell`imperialismo occidentale e a favore della modernizzazione del paese, presero di mira anche la figura di Confucio, a torto identificato con il tradizionalismo e il dispotismo. Il  Movimento del 4 maggio si spezzò presto in due tendenze: una favorevole alla democrazia liberale di Dewey il cui principale sostenitore fu Hu Shi, l`altro orientato verso il marxismo.  L`insegnamento di Dewey tuttavia influenzò profondamente anche Mao, che lo aveva studiato e apprezzato tra 1918 e il 1920  e si era  poi progressivamente allontanato da lui, ritenendolo troppo esclusivamente focalizzato sulla questione pedagogica e non sufficientemente attento all`importanza dei fattori economici. Come è noto, alcune vicende successive resero Dewey oggetto di attacchi da parte del maoismo: queste furono la cosiddetta Commissione Dewey del 1937, formatasi per difendere Trotsky dalle accuse rivoltegli da Stalin e l`eccessiva politicizzazione delle attività accademiche in Cina a partire dagli anni Cinquanta. La rivalutazione del pensiero di Dewey come pensatore politico di primaria importanza comincia negli anni Ottanta e in un crescendo d`iniziative e di convegni culmina nel progetto della pubblicazione delle sue Opere complete, che è tanto più indicativo se si tiene conto che le opere principali di Dewey sono state tradotte in cinese già da molti decenni.
    Tenendo presenti queste premesse storiche, si comprende l`importanza del volume di Sor-hoon Tan, la quale, accostando Dewey a Confucio, svela il fatale equivoco in cui cadde il Movimento del 4 maggio 1919, che confuse il ritualismo confuciano, basato sulla nozione di ren (ideale della condotta umana fondato sulla perfettibilità dell`essere umano) con il legismo (una delle altre correnti tradizionali del pensiero cinese) fondato sul carattere costrittivo e autoritario della legge. Perciò l`alternativa era tra una democrazia autorevole, di ispirazione confuciano-deweyana, meritocratica e liberale, e un governo autoritario destinato a degenerare in un assolutismo che pratica una selezione all`incontrario portando al potere le persone più ignoranti. Sor-hoon Tan mostra, con un`analisi concettuale ed etimologica molto perspicace,  che la nozione centrale di tianming (mandato celeste), deve essere intesa nel primo caso in senso immanente e nel secondo caso in senso trascendente (vale a dire con un significato non lontano da ciò che in Occidente si è inteso come potere legittimato da Dio).
    Le argomentazioni di Sor-hoon Tan introducono prospettive   che consentono di interpretare in modo nuovo non solo la storia dell`Estremo Oriente, ma anche le vicende intellettuali e politiche occidentali dal Sessantotto in poi. L`errore del Sessantotto in italia, in Germania e in Giappone non è forse stato proprio quello di confondere l`autoritarismo con l`autorevolezza, minando le basi stesse dell`educazione, della cultura e del vivere civile?

 

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